La fusione tra il trip-hop freddo e ipnotico dei Massive Attack e il reggae mediterraneo degli Almamegretta

Russotto: “Sarò il vice-Lavezzi”. Dagli schermi del palco del gruppo di Bristol si susseguono frasi storiche, citazioni, e la fresca dichiarazione del nuovo attaccante del Napoli Calcio. Robert Del Naja, origini campane, tifosissimo della squadra azzurra, sa come conquistare i napoletani. E con la musica ovviamente.

Giovedì 17 luglio si è aperto ufficialmente il Carpisa Neapolis Festival, con un anteprima che rimanda agli anni ’90, quando il trip-hop nasceva a Bristol e gli Almamegretta conquistavano i centri sociali prima, e i palasport poi. Si perchè di una sorta di revival si è trattato, col ritorno dell’ex leader Raiz sul palco.

Alle 21 in punto gli Alma sul palco: della vecchia formazione, dopo la scomparsa di D.Rad, è rimasto solo Paolo Polcari e ovviamente Gennaro Della Volpe in arte Raiz, che dividerà i microfoni con il rapper Lucariello (il quale accenna “Cappotto di Legno”, brano scritto in collaborazione con Saviano) e la vocalist Zaira.

“O sciore ‘cchiu felice”, “Maje”, “Nun te’ scurdà”: la voce calda e possente di Raiz, dispiace dirlo, sovrasta tutti. Il pubblico vuole solo lui, è la sua serata, e lo confermerà anche con il duetto finale durante il set dei Massive Attack.

I brani dei “nuovi” Alma, tratta dall’ultimo lavoro “Vulgus” funzionano bene, anche se bisogna sottolineare una minore fantasia negli arrangiamenti (molto reggae e dub, poche sperimentazioni elettroniche) con la nuova formazione. Chiude “Sanacore” e non poteva essere diversamente.

Alle 23 circa, sette musicisti arrivano sul palco: i Massive Attack tornano all’Arena Flegrea (unica location napoletana con un’acustica perfetta) dopo lo show del 2003. Sul palco Del Naja (che saluta “la città del padre”), Daddy G (inquietante tra i fumi, con la sua imponente corporatura), Horace Andy, Stephanie Dosen e Yolanda Quartey.

L’apertura è completamente affidata ai brani del nuovo album (Weather Underground), ancora in lavorazione: aperture melodiche e ipnotiche che non fanno rimpiangere i vecchi lavori. Il trip-hop è morto: il colpo finale lo hanno dato i musicisti di Bristol questa sera. “Rising Son” e “Inertia Creeps”: l’oscurità metallica e il basso potente conquistano gli oltre 4mila dell’Arena Flegrea. Il fumo e l’oscurità avvolge le lunghe code a base di strati elettrificati da dietro i led luminosi lanciano messaggi da lavaggio del cervello e gossip nazionale.

Torna il sereno con la bionda vocalist Dosen che, chitarra acustica alle mani, canta divinamente “Teardrop”, forse il singolo di maggior successo. Si torna ancora più indietro: “Safe From Harm”, puro soul-funk, poi “Unfished Simpathy”, con la Quartey.

Gli angeli sembrano sorriderci, erano tra noi forse, quando il “vecchio leone” Horace Andy ha intonato “Angel”, che ascoltato da soli al buio potrebbe provocare turbamenti psichici. Il bis, Karmakoma e Raiz sul palco, la maglia di Lavezzi tra le braccia di Del Naja che augura un grande campionato e poi i saluti.

Il prossimo appuntamento con il Neapolis è per il 23 luglio: Rem, Editors e These New Puritans. Il giorno dopo invece Bluvertigo, Elio e le storie tese e Baustelle.

Luigi Ferraro

il sito del Neapolis

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~ di campaniarock su luglio 19, 2008.

3 Risposte to “La fusione tra il trip-hop freddo e ipnotico dei Massive Attack e il reggae mediterraneo degli Almamegretta”

  1. Ma chi scrive? la vocalist nera si chiama Yolanda quarty ma quale Deborah Miller??? e poi Angel chi l’ha cantata??? Terry collier??? ma chi è??? quello era Horace Andy… edddaiiii!!!

  2. tutto corretto, ci siamo confusi. Horace Andy è unico. Chiediamo ancora le nostre più umili scuse.

  3. Scusatemi ma sempre per amore di verità, il nuovo album…. da cui sono presi i pezzi inediti, non è ancora uscito. Vi passo la scaletta della serata coi titoli dei pezzi nuovi. In ogni caso la vostra iniziativa è ottima e sempre un punto di riferimento per sapere dei concerti. Grazie e ciao!

    1. All I Want
    2. Marooned
    3. Risingson
    4. Teardrop
    5. 16 Seeter
    6. Red Light
    7. Mezzanine
    8. Harpsichord
    9. Kingpin
    10. Inertia Creeps
    11. Safe from Harm
    12. Marakesh

    Encore:
    13. Angel
    14. Unfinished Simpathy
    15. Dobro

    Encore:
    16. Karmacoma

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