Ministri: i soldi sono finiti anche con la major. Intervista alla band milanese

IMG_4313Due giorni campana per i Ministri, rivelazione rock’n’roll del 2008, tra ironia, pessimismo e attitudine punk. Ieri show acustico a Marcianise, associazione Majeutica, stasera live all’ex Canapaficio di Caserta.

“Spesso ci fanno interviste del cazzo”. Cominciamo bene. Ma basta ascoltare le parole dei Ministri, ovvero Davide Autelitano, Federico Dragogna (tra l’altro ex giornalista musicale) e Michele Esposito (batterista di origine casalese), per capire che dicono la verità. A volte chi scrive non ha nemmeno ascoltato una canzone di chi va ad intervistare.

La serata è però di quelle giuste: nel piccolo ambiente (ma accogliente) dell’Associazione Majeutica di Marcianise, la band milanese si confronta con il suo pubblico, a pochi centrimetri di distanza. Incontri ravvicinati, occhi negli occhi, come vecchi amici, come quasi mai non capita dalle nostre parti.

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Si va a ritroso, dal loro esordio “I soldi sono finiti”, autoprodotto, e poi il passaggio alla Universal per “Tempi bui”: “Il passaggio ad una major non ci ha condizionati. Molti pensano che siamo arricchiti, ma non è così. Sapete a quanto ammontanto le royalties sulle vendite? 80 centesimi ad album, da dividere in tre. E poi i pochi spiccioli che abbiamo guadagnato, sono già finiti”. Davide, il cantante, parla a ruota libera, senza freni. E’ più riflessivo Federico, chitarrista, che sottolinea l’importanza per l’immagine della sua band, come l’artwork del loro album, multicolorato. “E’ una reazione ai tempi bui, alla tristezza che ci circonda. Il concetto del buio è importante: immagina un blackout nelle nostre città. Luci spente, telecamere off: saremmo tutti uguali e irriconoscibili al buio”.

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E poi la consapevolezza di non incanalarsi in nessun genere, di somigliare a tutti e a nessuno allo stesso tempo. Punk, hardcore, post-grunge: etichette frettolose messe da chi deve catalogare. “In realtà-dichiarano- ci sentiamo più vicini alla scuola cantautoriale italiana”. In effetti, uno dei loro pregi, è quello di raccontare la realtà vista dall’interno: precariato (Ballata del lavoro interinale) , rapporti sociali, crisi economica (Temp bui, diritto al tetto), la falsità dei media creatore di miti di cartone (La faccia di Briatore).

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Infine il rapporto con la loro città, Milano. Amore e odio in una metropoli che sembra chiudersi ed implodere in se stessa: “I milanesi spesso soffrono d’invidia. Come cantiamo ne “Il peruviano”, i nostri concittadini odiano i sudamericani che invadono l’idroscalo per divertirsi. Ma non lo fanno per razzismo, più che altro per invidia”. “Vogliono trasformare Milano- finalmente Michele prende la parola- in una città dormitorio. Vedi anche il caso Springsteen a San Siro”.

Poi il live acustico, chitarre, voci e percussioni. Uno show improvvisato ma per questo più genuino. Le canzoni sono nude senza l’elettricità, la voce di Davide è forte. In tanti a cantare: c’è spazio anche per una cover (di classe): Mio fratello è figlio unico. In effetti nessuno aveva pensato a Rino Gaetano. Vai a vedere che la loro ispirazione…

Appuntamento stasera con i Ministri (più i Lost Dream) all’ex Canapificio di Caserta.

Un forte ringraziamento all’Associazione Majeutica, che ha portato nella provincia casertana, il rock and roll.

Luigi Ferraro

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~ di campaniarock su maggio 8, 2009.

4 Risposte to “Ministri: i soldi sono finiti anche con la major. Intervista alla band milanese”

  1. Non ci credo Luì, scusami, ma non posso crederci che i soldi sono finiti o che comunque fanno tutto in casa. Sì forse quelli che riguardano il cd, non metto in dubbio, lì i soldi so’ pochi a priori, quindi da lì non hanno potuto guadagnarci niente. Però i live, cazzo i live. Hanno chiesto 2000 euro per un live, 2000: ora, consci del fatto che sono incluse anche spese e i soldi che si pigliano i manager, perfetto. Sono in 4, su 2000 euro non vuoi che ci guadagnano (almeno!) 200 euro ciascuno (esclusi live come quelli di ieri, naturalmente)? Come media hanno 8/10 date al mese, facciamo 8: sono 1600 euro ciascuno. Togliamo altre spese, arriviamo a 1000 (esageratamente pessimistico come conto). Per lavorare 8 giorni al mese (più qualcuno per le prove), non mi pare che siano pochi.
    In Italì siamo abituati a piangere solo.

  2. In effetti la loro dichiarazione può essere letta più che altro come una provocazione. Una provocazione verso chi li accusava di essersi “arricchiti a dismisura” dopo il passaggio con una major.
    E poi come sai, noi giornalisti scriviamo i titoli proprio per attirare l’attenzione :)

  3. [...] oggi c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Dopo lo show acustico di ieri a Marcianise , i Ministri promettono di fare tanto casino all’ex Canapificio di Caserta. Ci sarà da [...]

  4. Bhe tanti o pochi soldi che i ministri guadagnino, sono solo affari loro..ciò che conta è che ci siano ancora in giro persone capaci di continuare a fare ciò che amano veramente…quando la gente capirà che la musica è il suono dell’anima le cose cambieranno

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