Uno split tra Napoli e New York: new wave, jazz e suoni altri

Un mercoledì da non stare a casa. Al Mamamu di Napoli il 19 maggio appuntamento da non perdere con i newyorkesi Talibam ed i napoletani Ne Travallez Jamais, insieme per uno split nelle terre estreme della musica. Ce lo spiega il “mercenario”, figura emergente del movimento musicale in Campania.

di Vincenzo Argenziano

Napoli dorme? Siamo preda un ciclo perverso di imitazione? Nessuna traccia di fermenti degni di nota? Uno sguardo alla stagione che volge al termine sembrebbe dire: “Si, purtroppo si!”. Eppure  proprio da un ambito decisamente estraneo alle logiche di mercato e stilisticamente ermetico spunta fuori un vulcano in piena attività. Gravita attorno ad una formazione dal nome emblematico, Ne Travalleiz Jamais, ovvero: “non sarà mai un lavoro”. Un’entita multiforme, camaleontica, della quale è arduo anche solo definire le coordinate stilistiche.

Talibam

Il collettivo, sotto diverse forme, ha lanciato ultimamente diverse scintille di fuoco creativo. Al Kaleidoscope, mimetizzati come Fune, offrivano un set elettro-rumorista impareggiabile in quanto a intensità e impatto cerebrale. Con l’estemporanea incarnazione Thembee, proponevano al loft del Mamamù un flusso sonoro ipnotico, psichedelico e straordinariamento caldo, che ha travolto e coinvolto i presenti. Poi l’organizzazione di un evento coraggioso come il “Rite of Spring”, 3 giorni in cui si sono avvicendate band più che interessanti. E ancora le scorribande editoriali di Ammagar: indipendenti, folli, autarchici. Un esempio? “Nocillo furioso”, 60 bottiglie di liquore-medicinale a base di noci autoprodotto, con tanto di dvd con documentario sulla realizzazione dello stesso e colonna sonora dei Ne Travalleiz Jamais….

Ne Travallez Jamais

Adesso arriva un’altra zampata, uno split con i Talibam!, e i giochi si fanno seri. Da un lato un duo newyorkese che prende a calci in culo la new-wave, fa un electroschock al jazz, riempie di anfetamine le flebo del funk e inchioda le sinapsi di chiunque capiti a tiro. Dall’altra, i nostri Ne Travalleiz Jamais: nessuna definizione di genere, perchè sarebbe inutile, ma immaginate Miles Davis se fosse stato un punk, apritegli con cura la scatola cranica e ascoltate tutti i suoni che ne escono, mischiandoli coi rumori che entrano dalle finestre.

Cosa lega le due band? Atteggiamento, attitudine, approccio. Ma queste sono cose che si scoprono…solo vivendole !

Vincenzo “Mercenario” Argenziano

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~ di campaniarock su maggio 18, 2010.

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