SUPERLOWed, l’incredibile compagine da stanzetta tra cabaret, pop e illuminismo

Freschi di esibizione al Festival Lyrics di Bologna, al quale hanno partecipato il 2 luglio, i SUPERLOWed non somigliano musicalmente a nessuno.

Immaginate  una band formata da quattro ragazzi che non si limitano a suonare, ma portano sul palco reading, teatro sperimentale, maschere, installazioni video e improvvisazioni musical-dance grazie alle quali si sono autodefiniti: “l’incredibile compagine da stanzetta”.

Il nucleo originario è formato da Alessandro Ferrara di Somma Vesuviana, alle “spinte dinamiche” (autore delle musiche) e dal suo compaesano “ il Cantore Biondo”, Mario Esposito, autore dei testi- non testi. Nucleo originario, che nel primo minialbum autoprodotto  proponeva un rap all’avanguardia, e al quale si sono aggiunti Iacopo di Girolamo al basso, ukulele, kazoo, minixilofono da tavolino, proiettore video e Antonio Dibiase alle chitarre.

Registrazioni low-fi, a bassa definizione: ma non si tratta di una qualità audio scadente, bensì  dell’utilizzo di programmi molto datati, come una Beat Box del 1986 e di registrazioni effettuate nella stanzetta tramite un semplice pc e un microfono (da qui il logo della band). Un primo album, sempre autoprodotto, dal titolo provocatorio “ Costruisci il tuo proprio palazzo d’Atlante”, che riporta all’Orlando Furioso, e poi l’ultimo lavoro “ Breve Storia dei Mezzi di Trasporto” in cui le miriadi di citazioni colte mettono in gioco l’ascoltatore permettendogli di scovare i vari riferimenti.

Uno stile, che in un primo momento potrebbe risultare scanzonato, ma al secondo ascolto rivela la genialità e l’estro dei SUPERLOWED: siamo più vicini a Frank Zappa e ai Bluvertigo che ad Elio e le Storie Tese, per intenderci. Impossibile quindi elencare i temi e le citazioni con il quale sfidano il pubblico: ricordiamo soltanto Il Maschio Balbo, che racconta la storia d’amore di un ragazzo balbuziente e al tempo stesso è  una cover rivisitata degli Smiths.

Futurballa Salvavita, il brano più richiesto live, come ci conferma Alessandro,  è un brano meccanico e ossessivo, nel quale il “Cantore Biondo” si mette nei panni di Giacomo Balla, il celebre pittore futurista. Alla fine di  “Posso Marco Posse” invece, è inserita una frase di Nino D’Angelo dal film Celebrità. Non solo citazioni colte, quindi, ma un’ aspirapolvere di momenti trash e alti, presi dalla televisione, dai libri e dal teatro e ricontesualizzati sul palco.

Il concerto è il vero show: in effetti il disco non rende giustizia alla loro creatività che si riversa in particolar modo durante i live: un concept-show della durata di quasi un’ora, durante il quale i SUPERLOWed, eseguono per la maggior parte, brani non inseriti su album e come già detto prima non si limitano solo a suonare, ma amalgamano il tutto con letture, entrate ed uscite di scena improvvise, e installazioni video.

Nei loro progetti futuri, un nuovo album autoprodotto (con marchio SIAE)

Per maggior info sulla band: www.myspace.com/superlowed

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~ di campaniarock su luglio 14, 2008.

2 Risposte to “SUPERLOWed, l’incredibile compagine da stanzetta tra cabaret, pop e illuminismo”

  1. Un caro augurio ai SUPERLOWed e in particolare al cantore biondo che evoca stranamente Tamiri da lui raccontato in maniera sognante. Vorrei assistere a uno concerto del gruppo. Che fare?

  2. appena i SUPERLOWes si esibiranno dal vivo, pubblicheremo immediatamente la data! Seguici…

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