I Bluvertigo litigano sul palco. In forma strepitosa Elio e le Storie Tese, maturati i Baustelle. Si chiude il Neapolis

Scintille ieri sul palco tra Morgan e i componenti del Bluvertigo. Il ritardo clamoroso del cantante, ed alcune mancanze tecniche, hanno provocato l’ira del batterista Sergio Carnevale, che ha lasciato anzitempo il palco. Reunion interrotta dopo nemmeno un’ora e tantissima delusione tra i presenti.

La serata conclusiva del Carpisa Neapolis Festival era cominciata bene: non c’erano i 10mila dei REM, ma la folla si avviava comunque ordinatamente verso il palco e gli stand, per poi assistere alle 19 allo show dei Baustelle. Portano in tour il loro ultimo lavoro “Amen”, intriso di letteratura, citazioni cinematografiche e malinconia-ironia.

Rispetto a qualche anno fa, i ragazzi di Montepulciano sono maturati non poco sul palco. In particolare il leader Bianconi è riuscito ad acquisire la sicurezza che prima gli mancava. “L’Aquilone”, “Baudelaire”,”Charlie fa surf”,”Un romantico a Milano”: i brani più celebri si alternano a cantilene bizzarre e bohemien, come il suo abbigliamento serioso ma addobbato da un girasole nel taschino.

La voce di Rachele Bastreghi fa da contraltare alla decadenza molto francese di Bianconi. A volte sembra di ascoltare un giovane De Andrè alle prese con le colonne sonore di Milano Violenta, altre volte Piero Ciampi senza il suo amato vino. Cresciuti.

Poi il cambio di programma: i previsti Bluvertigo devono rimandare la loro esibizione dopo quella di Elio a causa di “un problema che Morgan ha avuto sull’autostrada”, come annunciano nei microfoni. Domanda: che ci faceva a quell’ora sulla Napoli-Roma? Non avrebbe già dovuto essere al festival?

Il cambio di strumenti impiega circa 40 minuti, il tempo che l’attesa per gli Elii aumenti: alle 22 circa, il palco si riempie di numerosi musicisti: Elio, Faso, Rocco Tanica, Stefano Mayer, Cesareo, due musicisti alla sezione fiati, Stefania Folli ai cori e Mangoni ai divertissement. Questa sera Stefano Belisari (Elio) introduce il suo concept-concert: l’eleganza.

Tutto da qui alla fine si misurerà con l’eleganza “la quale fino ad ora è stata raggiunta solo dai Baustelle”. Sembra di stare ad un concerto rock, anzi pop, anzi soul, anzi funk, anzi sudamericano. Si perchè la band di “Studentessi”, passa da un genere all’altro senza sbavature, con fior di musicisti che non perdono nemmeno una nota.

Si improvvisa, ci si diverte: “Parco Sempione” e i bonghi sfondati per “vendicare l’Africa”, “Mio cuggino”, “Fossi Figo”, “Tapparella”, “Amico uligano”, “Il Pippero”: spazio ai classici perchè ai festival si fa così, si cerca di conquistare il pubblico. E gli EelSt ci sono riusciti alla grande. La serata era per loro.

Dopo le 23, vestiti tutti di bianco (in particolare Morgan con una mise alla Presley) salgono sul palco i Bluvertigo: il Re tour, inaugurato con la registrazione del programma di MTV Storytellers, era stato invocato da tutti. Era la fine degli anni 90, quando la ricerca e la sperimentazione dei monzesi, unita ad una eccentricità nel look ed a testi spiazzanti e intelligenti, portò a vendere quasi 100mila copie del loro album Zero.

Si inizia con “Sono come sono”, ma qualcosa non va per il verso giusto. In “Complicità” pensi che “meno male che sono tornati assieme”, ma ti rimangi le parole in “Altre forme di vita”: Morgan dimentica alcune parole (e questo succede), poi ognuno suona per i “fatti suoi”. Si perchè nonostante i continui ammiccamenti tra i componenti della band, si nota una certa tensione.

Sembra di rivedere il film “The Doors”: il cantante ormai semprè più rockstar ed il resto della band che lo accompagna dal vivo. Egocentrismo, nonostante l’immensa bravura. Quattro singoli che suonano. Morgan, pensando ad X-Factor, si sente (e lo è) al centro dell’attenzione. Cerca suoni, si dimena e sbaglia qualche attacco.

“La crisi” risveglia il pubblico, ma dopo nemmeno un’ora Sergio Carnevale si alza dalle pelli, lancia le bacchette al pubblico e si allontana senza nemmeno una parola. Stupore. La band lo invoca a gran voce (seppure con una forte ironia) ma nisba. Se ne vanno, mentre i fan li acclamano. Morgan resta per un po’ ai bordi del palco ma non c’è verso.

Il concerto è finito, così come l’edizione 2008 del Carpisa Neapolis Festival. Un bilancio complessivamente positivo, 25mila persone in totale (quasi 12 mila per i REM) con headliners internazionali innamorati di Napoli (REM e Massive Attack), reunion attesissime (Almamegretta e Bluvertigo), il nuovo rock inglese (Editors, These New Puritans) e le conferme di Elio e Baustelle.

Appuntamento al 2009 con la XII edizione: si tornerà all’area dell’Ex Italsider, casa ideale del Neapolis, dove è nato, e dove, si spera, continuerà negli anni.

Luigi Ferraro

il sito del Neapolis

Un ringraziamento particolare alla Hungry Promotion

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~ di campaniarock su luglio 25, 2008.

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