Dall’esperienza dell’Atellana nasce Live Loop. Hip-hop, elettronica e non solo

shaoneLa scena musicale campana non ha nulla da invidiare rispetto a quella del Nord Italia. Unica differenza? La visibilità. Stavolta si cerca di cambiare le carte in tavola, grazie all’impegno della Live Loop.

Shaone, U-Led e Katap: ecco i primi tre artisti promossi dalla Live Loop, agenzia musicale nata in seno all’Atellana Festival, uno dei principali appuntamenti indie dello stivale. Epicentro, il territorio casertano, punto di partenza per coinvolgere e far conoscere tante realtà campane  ed indipendenti.

Live Loop nasce anche grazie alla collaborazione con Nut Studio, studio di registrazione e laboratorio musicale indipendente, e nel suo roster non si preclude nessun genere musicale: c’è l’hip-hop di Shaone (fondatore de La Famiglia), l’elettronica techno dei napoletani Katap ed il reggae dub di U-Led. Prossima uscita discografica, l’esordio di Shaone “Anticamera”, che verrà presentato il 21 febbraio al Duel Beat di Napoli.

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Come e perchè nasce il progetto Live Loop:

Nasce da un’esigenza, quella che poi è alla base dell’idea “Atellana Festival”, ovvero (tentare di) dare spazio a giovani gruppi (emergenti e non), aumentarne la visibilità, cercare di costruire canali di promozione di eventi live, in sintesi amplificare, attraverso una collaborazione congiunta con alcuni gruppi, il lavoro di valorizzazione della cultura musicale già avviato con il festival di Succivo.

Tornando all’Atellana, che esperienza ha portato un festival indie così importante, sia per la vostra formazione musicale che per il territorio casertano, sempre al centro dell’attenzione per tematiche legate alla camorra?

Se non fosse esistito il festival sicuramente non sarebbe nata l’idea LiveLoop: è stata una cosa un po’ casuale, nata dai contatti costanti che ha il festival con varie realtà musicali campane, a farci fermentare il pensiero della promozione live. Il festival ci è stato d’aiuto proprio per la realizzazione di una rete di contatti relativamente vasta, ci ha aiutati a conoscere bene tanti gruppi giovani ma eccezionali che sono passati a Succivo e spesso ritornati condividendo quella passione che lo Spaccio Culturale ha da sempre immerso nel progetto Atellana. Ci ha messi di fronte alle difficoltà di chi organizza e riceve continue proposte, che vorrebbe far suonare tutti ma non può. Ci ha lasciati capire l’esigenza fondamentale di tanti giovani artisti: suonare, senza interessarsi né del dove, né del quanto, ma suonare e basta. Ecco, se siamo riusciti a ricreare un'”oasi felice della musica indipendente”, come un giornalista ha definito l’Atellana un paio di anni fa, ci siamo intestarditi sul provare a fare qualcosa di più. Non è detto che la spunteremo, ma quanto meno ci avremo provato.

Per quanto riguarda il territorio, la difficoltà più evidente è quella di trovare responsabili di spazi musicali disposti a sperimentare, ad accantonare il pensiero della sala piena o non pago, ad abbandonare i karaoke per una musica viva e che, diciamocelo pure, ha un pubblico vastissimo di persone appassionate che sanno ripagare le scelte di qualità.

Katap

Katap

Nel vostro rooster c’è l’elettronica, l’hip-hop.. Come si presenta, secondo voi, la scena musicale casertana e campana?

L’agenzia è nata innanzitutto con la stessa idea portante del festival: non esistono generi musicali definiti entro i quali chiuderci. La scelta dei generi di esordio è invece stata una casualità, se vuoi anche una grossa fortuna. La collaborazione con Paolo, aka Shaone, è nata grazie ai cari amici del Nut Studio, da qualche anno partner del festival e produttori il suo prossimo cd in imminente uscita, ed è stata partorita in seguito ad una serie di coincidenze.

Paradossalmente i generi che abbiamo proposto in apertura sono i meno presentati al festival, e la sfida che ci ha appassionato e che abbiamo voluto accettare è stata un po’ anche questa. Stiamo imparando a conoscere la scena hip-hop, come quella elettronica, rendendoci conto però di come la Campania sia fanalino di coda di realtà, nel nostro stesso Paese, assai più vivaci, come per esempio in Calabria e in Puglia. Differente è invece il discorso sulla qualità delle band della nostra regione, Shaone va ad aggiungersi a gruppi, come i Cosang o i Sangue Mostro, che già da parecchio stanno risollevando quella che pareva essere una discesa della scena musicale hip-hop campana.

U-Led

U-Led

In ultimo: cosa abbiamo in meno rispetto alle scene musicali del Nord Italia, spesso sostenute e seguite anche dalla maggior parte dei media?

Siamo convinti che il nostro Sud, relativamente alla capacità organizzativa, alla promozione musicale e all’ascolto, sia attento e appassionato come nel Nord Italia. Francamente pensiamo che quello che veramente manca è il contributo istituzionale e l’investimento dei privati nella musica indipendente, cosa che comporta un abbassamento dei budget ed una riduzione di spazi dove poter suonare ed ascoltare. Da noi non si investe, o meglio, si investe molto poco nella musica indipendente, probabilmente altrove lo si fa di più, con una conseguente amplificazione di visibilità e quantità di prodotti discografici. Naturalmente, alla mancanza di visibilità consegue una minor probabilità di passare sotto il riflettore di questo o quel media, cosa che comporta un’apparente nostra mancanza rispetto alle realtà del settentrione. Poi naturalmente c’è il discorso opportunità: un locale di Milano ha probabilmente più visibilità di un locale di Caserta o Napoli, quindi chi vi suona ha una più facile possibilità di essere ascoltato da qualcuno che sotto quei riflettori ci lavora. Come già detto, è un’analisi che può essere smentita, ma in proposito ci piacerebbe riuscire a conoscere l’esperienza di altri in Campania, e in generale in tutto il meridione.

per info: www.liveloop.it

Luigi Ferraro

atellana

La locandina edizione 2008 dell'Atellana Festival

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~ di campaniarock su febbraio 3, 2009.

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