Lev, racconti di guerra e pace. Quando la vita è un buco nero, come le bombe su Kabul

levmamamuCCCP, Gaber, Clash, Nirvana, Fugazi, Gang: frullate il tutto e mixateli, avrete i Lev. Tanta ironia, chitarre, militanza, riflessioni, filosofia: ecco la recensione del loro esordio “Hanno Ucciso Ulrike Meinhof”. Potete vederli anche dal vivo, venerdì 13 febbraio al Mamamu di Napoli.

La mia ragazza conserva ancora gelosamente una demo di quattro loschi figuri che suonarono durante la sua festa di 18 anni. Grattugiavano chitarre punk e si facevano ritrarre con la bandiera inglese alle spalle. Fatta per divertissement, e suonata d’istinto. Poi sono passati anni, e tra una lezione di filosofia e di storia sono nati i Lev, con Mauro, Salvatore e Claudio e Simone. 2002, intensa attività live, demo e compilation, con la consapevolezza di appartenere ad un modo diverso di far circolare musica: il copyleft, senza diritti d’autore, senza SIAE (collettivo Get Up Kids), con la possibilità di far downloadare liberamente il proprio materiale.

copertina-disco

Nel 2008 ecco “Hanno Ucciso Ulrike Meinhof” : Meinhof era una giornalista della sinistra radicale tedesca accusata di terrorismo e morta (?) misteriosamente in carcere. Concept-album diviso in due parti ideali: Esterna e Interna, la prima fragorosa, rabbiosa, noise, in conflitto con il mondo, l’altra riflessiva, scarna, quasi pop nella sua dimensione intimista.

levpunk2Open-track “Dall’esterno”, a metà strada tra l’hc dei Fugazi e il combat-rock , così come “Una nuova militanza”, tra chitarre sature alla Bleach e l’urlato rabbioso di Mauro . “Non controllo, respiro a stento questa è una parte di me, la pazienza è un gioco a tempo, il dado è tratto, io non mi trattengo” cantano in “Questo è il frutto”. Sirene, “Bombe su Kabul” (già nella demo) un’ideale colonna sonora per i racconti di Terzani in Afghanistan, dove i cieli arancioni di tramonti unici vengono squarciati da bombe intelligenti. Sgomento e militanza: questa però non è politica, è solo consapevolezza e rabbia, trasformato in un crescendo di chitarre e pathos, come “Macellai”, con un testo che sarebbe piaciuto tanto al Signor G.

Poi lo spartiacque: “Dall’interno” dove i toni si fanno meno minacciosi (in apparenza) e c’è una maggiore attenzione per la melodia (La vita è un buco nero) e per il pop, anche se low-fi. “Perchè sono vuoto dentro, ma non galleggio” sussurrano. “Casa”, “Piccole Cose”. Poi c’è la piccola perla sardonica ed ironica di “Ceci”, dove fuoriesce la voglia di affogare in un mare di ceci, ed il testamento “artistico” di “La prima cosa che farò”, nella quale sembra si siano veramente divertiti a suonarla.

Potete ammirare i Lev in concerto, venerdì 13 febbraio al Mamamu, in via Sedile di Porto, Napoli.

sito Lev

Luigi Ferraro

~ di campaniarock su febbraio 12, 2009.

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