L’inferno dorato dei Negrita. Ecco come è andata

negrita1Recensione e live report del concerto dei Negrita al Palapartenope di Napoli venerdì 20 febbraio 2009.

Mancavano al Palapartenope dal 1994, quando aprirono il live di Jovanotti. Ma il rapporto con Napoli è rimasto speciale, nonostante le “incomprensioni” qualche anno fa al Neapolis.

“E’ un onore cantare per voi” urla Pau dopo l’esecuzione di “Rotolando Verso Sud”, dedicato al Mezzogiorno del Mondo, Napoli, Buenos Aires., Rio. Sono le sonorità latine che in HELLdorado (registrato a Buenos Aires) hanno preso il sopravvento rispetto al vecchio rock-blues degli esordi, così come già ne “L’Uomo Sogna di Volare”. Dal vivo però la potenza non manca: chitarre rodate, suoni certosini (i loro soundcheck sono al limite della perfezione), doppia sezione ritmica e con il trittico d’apertura non è facile stare fermi: Radio Conga, Bambole, Il libro in una mano, la bomba nell’altra. HELLdorado conferma la loro voglia di suoni più caldi e testi che all’apparenza sembrano banali ma nascondono una profonda rabbia ed inquietudine.

Sono nati con Mick Jagger e i Doors (Peace Frog, ottima cover), sono “maturati” con Joe Strummer e Manu Chao. Bellezza, miedo, paura, sangue, danze sfrenate, bambini. Personalmente la migliore esecuzione è Salvation, che mescola percussioni e ritmi da tropici con le chitarre taglienti di Drigo e Mag. Spazio ai classici, rock e tirati: “Cambio”, “A modo mio”, “In ogni atomo”, poi uno dei loro brani più belli “Heminghway”, dove gli oltre mille presenti ripetono “E’ solo vita che entra dentro”.

L’amore adolescente di “Sex” (colonna sonora della generazione dei 90) e poi la loro hit “Mama Maè”, da quel XXX che fece sfracelli in classifica ed elevò i Negrita da “giovane band emergente” a “classic rock band italiana”. A tratti sembrava di essere ad un concerto di Ligabue, con i microfoni di Pau rivolti verso il pubblico cantante: questa è la prova del nove degli anni zero. Non conta più di tanto essere in classifica, ma (come in un vecchio film di Troisi) suonare, suonare, suonare.
Luigi Ferraro

Si ringrazia Anni 60 Produzioni e Jag Communications

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~ di campaniarock su febbraio 23, 2009.

Una Risposta to “L’inferno dorato dei Negrita. Ecco come è andata”

  1. Mannaia la pupazza, dovevo esserci anche io! Maledetto lavoro da turnista!

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