Chiude il Mutiny. L’appello dell’associazione alla città: “Aiutateci!”

fonte risingrepublic.com

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Non è solo un locale, ma un punto di riferimento culturale per l’intera città. E adesso rischia la chiusura. Per ora sono sospese le attività musicali. Siamo alle solite direte voi, in una città come Napoli se c’è qualcosa che funziona (bene) la si chiude. In questo caso, tutto è nato dalle lamentele di un condomino dello stabile in cui si trova il locale, al numero 45 di via Bellini. E i soci, dell’associazione Rising, chiedono aiuto alla città e alle istituzioni con un appello, a cui hanno aderito numerosi artisti che si sono esibiti al Mutiny, come Roy Paci e Tonino Carotone.

Il Mutiny, nella sua architettura decadente-moderna, nasce cinque anni fa, dove prima sorgeva un garage. Siamo in via Bellini, strada dove il jazz napoletana era ed è di casa. Il locale nasce come attività culturale, ” e come tale rimane- fanno sapere dell’associazione. “Abbiamo sempre organizzato attività inerenti l’associazione culturale: incontri, concerti, cineforum, mostre, mai una discoteca o pista da ballo”.

Il locale predilige atmosfere intime e dimensioni più acustiche: “Per venire incontro alle esigenze dei condomini (sempre disponibili, ragionevoli e con i quali abbiamo stabilito sempre ottime regole di convivenza), visto che il locale si trova al piano terra, abbiamo ridotto i volumi, eliminando anche la batteria in alcuni show. ” Anche la programmazione settimanale fu ridotta da 4 a 2 giorni, sempre nel rispetto per chi in quello stabile e in quella strada ci vivevano. Poi le lamentele di un nuovo condomino e l’esposto ale autorità hanno dato il colpo di grazia. “Abbiamo ricevuto sempre più frequentemente le visite della polizia municipale- dichiara un portavoce- anche se fortunatamente eravamo sempre in regola”.

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Perchè quindi la decisione di sospendere le attività live a tempo indeterminato? “Per vari fattori- fanno sapere dall’associazione (che ha in gestione anche il Rising di via San Sebastiano): in primis, alcune situazioni erano diventate davvero insostenibili, anche perchè ognuno di noi soci ha una propria etica morale e ci sembrava impossibile lavorare. Inoltre, volevamo prendere delle precauzioni dal punto di vista amministrativo, anche se la ragione principale è che bisognava dare un segnale”. Un segnale quindi, per arrivare anche all’orecchio delle istituzioni.

“In tanti anni di attività ci siamo sempre autofinanziati,  ora chiediamo solo di essere ascoltati, di essere aiutati. Siamo aperti anche a trasferirci presso un’altra sede. L’importante è che Napoli non perda una delle più belle realtà culturali”.

Luigi Ferraro

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Questo l’appello dell’associazione culturale Rising Mutiny:

Nel 2007, al termine di un concerto mozzafiato e di rara bellezza, Rossana Casale, prima di lasciare il locale, nel ringraziarci per la splendida serata, d’improvviso si fermò e ci disse: “fate di tutto per non far morire questo locale, accuditelo e curatelo come fosse vostro figlio..”
Oggi, dopo appena un anno, Il Rising Mutiny di via Bellini è in procinto di sospendere la propria attività, a tempo indeterminato.
Dal 2002 l’associazione Arci Rising nella sua sede di Via Bellini nei pressi di piazza Dante, nel centro storico di Napoli, offre musica di qualità a prezzi sociali, uno spazio destinato a giovani musicisti per esibirsi ed una sala d’esposizioni per artisti di tutti i generi.
Adesso, per via di un singolo condomino appena trasferitosi nello stabile, questo spazio rischia di diventare qualcos’altro: un garage, una sala scommesse, una trattoria, una sala giochi con slot machine.
C’è chi pensa che questo sia un peccato.  Dispiacerà innanzitutto a noi, che da anni ci lavoriamo giorno e notte, orgogliosi dei risultati che siamo riusciti ad ottenere.  Dispiacerà ai nostri artisti e musicisti, che in molti casi dovranno tornare a suonare a casa.  Dispiacerà ai nostri soci frequentatori, che hanno trovato in noi un riferimento culturale e mai banale di intrattenimento; ora dovranno abituarsi ad un’altra musica.
Poi c’è chi dovrebbe pensare che questa sia una perdita, non solo per noi che ci lavoriamo, ma per la città tutta.
Preghiamo che si facciano sentire per darci una mano a ripartire.
Dunque, lanciamo un appello:
A tutti i condomini dello stabile di Via Bellini 45 e i residenti della via in generale.  Persone di grande umanità e ragionevolezza con cui abbiamo sempre cercato un equilibrio all’insegna della convivenza e del reciproco rispetto.
Questo è il momento di scegliere: vogliamo un’associazione culturale che promuova creatività e riflessione, oppure una garage, un punto Snai o, magari, una sala giochi?
A tutti i giornalisti che ci hanno seguito in questi anni e che hanno sempre premiato i nostri sforzi seguendo i nostri eventi artistici con ampia e generosa copertura stampa.
Questo è il momento di scegliere: vogliamo continuare a parlare e far parlare i talenti nostrani ed internazionali che vengono ad allietare le serate della nostra città, oppure preferiamo lasciare un po’ di spazio in più al calcio e alla cronaca nera o, semplicemente, restare in silenzio?
A tutti dell’Amministrazione Comunale: non vi abbiamo mai chiesto nulla, abbiamo sempre fatto il nostro lavoro di promozione culturale solo ed esclusivamente con i proventi delle quote associative e i contributi gestione dei nostri soci.
Adesso vi chiediamo di essere presenti.
Difendiamo gli spazi che rendono la nostra città un riferimento musicale e che garantiscono quel fermento culturale che le appartiene per natura.  Noi vogliamo lottare per rimanere operativi, ma senza di voi la battaglia sarà alquanto solitaria.
Qualsiasi cosa accada, cerchiamo di scegliere insieme, non diamo ad una singola persona il potere di fermare tutto ciò.
Con l’appoggio, il rispetto e la virtuale sottoscrizione degli artisti che, con orgoglio, abbiamo ospitato negli anni:
Roy Paci, Rosalia de Souza, William Parker, Dave Burrell, Fabrizio Bosso, Antonello Salis, Tonino Carotone, Patrizia Laquidara, Rita Marcotulli, Francesco Cafiso, Ravi Coltrane, Rossana Casale, Pier Cortese, Polly Paulusma, Paolo Benvegnu’, Cesare Basile, Meg, Riccardo Sinigallia, Ursula Rucker, Jesse Harris, Trio Madeira, Syria, Tony Canto, Roberto Ciotti, Simone Cristicchi, Peppe Voltarelli, Joe Barbieri, MariaPia di Vito, Ralph Alessi, Sergio Caputo, Raiz, John De Leo, Z Star, Andrea Chimenti, Gragnianiello , Javier Girotto, Brunella Selo, Magoni & Spinetti…e tantissimi altri…
L’associazione Culturale Rising Mutiny

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~ di campaniarock su marzo 31, 2009.

2 Risposte to “Chiude il Mutiny. L’appello dell’associazione alla città: “Aiutateci!””

  1. […] reggae band ed uno dei soci dell’Associazione Rising ( a cui appartiene anche il Mutiny, chiuso dai gestori per problemi con un condomino). Poi l’arrivo della polizia e dei vigili urbani che iniziano a controllare il locale: gente, […]

  2. ma una fornitura decennale di tappi per le orecchie a vicini? peccato!

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