Un’estate al Madre: il Sudamerica di Antonella Ruggiero. Ecco come è andata

Antonella Ruggiero

Antonella Ruggiero

Continuano i concerti nel museo di arte moderna a Largo Settembrini. L’iniziativa “Un’estate al Madre” andrà avanti fino a settembre, proponendo live di artisti campani e non. Mercoledì scorso l’etera figura di Antonella Ruggiero con il GuitArt Quartet, ha omaggiato il Sud di terre lontante e vicine. Ecco come è andata

live report di Maria D’Arco

Torna il sud al madre. Le note di vuelvo al sur (torno al sud ndr), splendido tango di A.Piazzolla, hanno aperto ieri sera al museo d’arte contemporanea di via Settembrini a Napoli, il concerto di Antonella Ruggiero e dei Il GuitArt Quartet, una delle formazioni più importanti del panorama chitarristico mondiale, nell’ambito della rassegna Un’estate al Madre.

Bastano poche note a rendere il senso di Sudamerica, incontro musicale riuscitissimo. Omaggio a un sud di terre lontane e vicine; terra lieve e malinconica, allegra e gioiosa, il cui perfetto ritratto non può che essere dipinto in musica. Un viaggio melodico in terre che hanno accolto emigranti da tutto il mondo, nutrendosi del loro talento e della loro nostalgia. Antonella Ruggiero lo sottolinea aprendo il concerto, e lo ribadisce interpretando da buona genovese, Ma se ghe penso, il canto degli emigranti liguri. Non un omaggio banale dunque, ma dettato dalla passione per una cultura così somigliante e così diversa dalla nostra, che affascina e tormenta, che è tango e fado.

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La voce esplora con raffinatezza e talento la tradizione musicale latinoamericana, interpretando capolavori di Luis Miguel, Cesaria Evoria, Amalia Rodriguez, Astor Piazzolla, per citarne solo alcuni. E’ uno strumento che a tratti irrompe, a tratti si trattiene tra il virtuosismo dei GuitArt Quartet (Lucio Matarazzo, Osar Bellomo, Gianvito Pulzone, Gianluca Allocca), straordinari musicisti, che infondono  energia e passione fin nell’ultima nota. Una voce che trafigge come una spada quando intona-  con bis finale- il Gloria tratto dalla Misa Criolla, di Ramirez, splendida sintesi tra musica sacra e popolare; o ti lascia trattenere il fiato, quando sfiora Besame mucho, di Consuelo Velasquez o Tiempo y silencio di Cesaria Evoria.

Se non fosse per una brezza leggera in questa serata napoletana sembrerebbe di essere in Argentina, forse siamo partiti tutti senza accorgercene, per tornare a quel sud/ a cui si torna sempre/ come si torna sempre a un amore.

Maria D’Arco

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~ di campaniarock su luglio 12, 2009.

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