Quattro Notti e più di Luna Piena: il live report della prima serata. Tanta musica e qualche “disservizio”

foto di Franco Cappuccio

foto di Daniela Voto

Nel cielo blu notte beneventano la luna era poco più di uno spicchio. Ma la prima tranche (27 agosto) della quattro giorni di musica e concerti di “Quattro Notti e più.. di luna piena”  ha funzionato a meraviglia. Direttore artistico Lucio Dalla, sul palco Roy Paci & Aretuska, Ron, Marco Poeta trio in un tributo a John Dowland e John Renbourn, Rosario Di Bella. Leggi il live report (con interviste)  di Franco Cappuccio.

E’ l’anno della svolta quello della tredicesima edizione di Quattro notti e più di luna piena, manifestazione che quest’anno, dopo una prima collocazione a fine Giugno, ha vissuto una sorta di rimpasto politico. Rimpasto che ha portato alla defenestrazione del precedente direttore artistico, Renato Giordano e alla completa gestione del Comune di Benevento, che ha spostato il tutto dal 27 al 30 Agosto, affidandone la direzione artistica a Lucio Dalla. Il cantante bolognese ha imbastito così in fretta un programma molto eterogeneo, che finalmente ha posto tutti gli eventi ad orari sfalsati invece che in contemporanea, raccogliendo una lamentela che i cittadini avevano posto ormai da diversi anni.

una location dell'evento

una location dell'evento

La location scelta per inaugurare la manifestazione è stata la splendida cornice del Chiostro di Santa Sofia, prolungamento del 1100 dell’annessa Chiesa di Santa Sofia, inserita nel patrimonio mondiale dell’UNESCO poiché è una delle poche costruzioni rimaste intatte dell’epoca longobarda. Presenti in sala anche il sindaco, Fausto Pepe, e l’assessore alla cultura Raffaele Del Vecchio, assieme a una trentina di spettatori per assistere al concerto di Marco Poeta e del suo trio. Lui è uno dei più conosciuti cantanti di fado, tipo di musica popolare prettamente portoghese che solitamente consiste in voce e un tipo particolare di chitarra chiamata chitarra portoghese, dalla cassa a forma di pera. Allievo di Antonio Chainho, virtuoso della chitarra portoghese, Marco Poeta è l’unico fadista non portoghese ad essere considerato tale dai portoghesi. Tuttavia, contrariamente a quanto uno potesse aspettarsi, l’artista non si è esibito nel fado, ma in un omaggio a due importanti John della musica inglese, seppur non conosciutissimi al grande pubblico; il primo è John Dowland, compositore, cantante e maestro di liuto del seicento, tra i più importanti virtuosi di liuto della storia della musica, mentre il secondo è John Renbourn, chitarrista e compositore inglese,  noto per essere stato membro dei Pentangle e per aver collaborato con Bert Jansch, ma in realtà anche valente solista della chitarra. Il tutto innaffiato da intermezzi recitanti alcuni dei Sonetti di William Shakespeare (in italiano).

Abbiamo scambiato due parole con Marco Poeta prima della sua esibizione:

Marco, come è nata l’idea di questo omaggio?

L’idea è nata circa dieci anni fa, quando ho deciso di voler ricordare questi due personaggi della musica inglese; in particolare John Downland è il punto di riferimento per quanto riguarda lo studio del liuto. Io ho preso le melodie di questo compositore, e le ho iniziate a studiare, per trasportarle sulla chitarra a 12 orde, che è una chitarra che amo particolarmente, a cui applico il modo di suonare tipo del fado, ovverosia il pizzicare le corde con il pollice e l’indice. L’imput finale che mi ha spinto a portare questo spettacolo è stato l’aver sentito l’ultimo album di Sting, in cui in una delle canzoni compare proprio un omaggio al liutaio inglese.

Marco Poeta

Marco Poeta

E i Sonetti di Shakespeare come si interfacciano in questo omaggio?

John Downland era contemporaneo di Shakespeare: i due si conoscevano e si stimavano molto, e non è impensabile che il liutaio abbia anche musicato qualcosa del bardo di Stratford-upon-Avon; noi abbiamo voluto portare quindi anche alcuni dei sonetti di Shakespeare, accompagnati proprio da composizioni di John Downland.

Questo lavoro di ricerca è stato faticoso?

E’ stato molto faticoso. Io non so leggere la musica, le tablature, gli spartiti e quant’altro. Per trasportare le composizioni per liuto sulla chitarra sentivo la musica ed andavo ad orecchio, cercando di carpire il sound delle composizioni dei due John.

Prevedi di pubblicare anche un CD su questo omaggio?

Questa è la prima assoluta di questo spettacolo, Lucio Dalla ha voluto fortemente che facessimo quest’omaggio poiché era rimasto entusiasta, e contiamo di fare altre date, da cui registreremo dei brani per un eventuale futuro CD live a cui stiamo pensando.

Quindi adesso starete in tour?

Abbiamo già alcune date schedulate in alcuni teatri italiani; contiamo di aggiungerne altre e di muoverci parecchio sul territorio nazionale con questo omaggio.

L’esibizione è stata molto piacevole, e le sonorità antiche si sono ben sposate con la location, cristallizzando il tempo durante tutto lo spettacolo. Mentre il sole si avviava al tramonto, ci si spostava dal Chiostro di Santa Sofia all’Arco del Sacramento, arco in pietra risalente all’epoca romana nei cui pressi da poco più di un mese hanno riportato alla luce quelle che dovevano essere le terme romane; il complesso è stato ben recuperato, con una serie di passerelle che permettono di visitare i resti creando una sorta di parco archeologico.

Qui si è esibito il cantautore siciliano Rosario Di Bella, conosciuto per aver partecipato un paio di volte a Sanremo verso l’inizio degli anni ’90 e per aver vinto un Festival di Castrocaro nel 1987 con il brano Sono Interessante, oltre che per aver composto le musiche di programmi tv quali Voyager. Un concerto intimista quello del cantautore di Zafferana Etnea, a tratti anche frizzante, che mette in luce tutte le sue qualità nella musica d’autore italiana.

Rosario di bella

Rosario di bella

Peccato soltanto che non tutti hanno potuto seguire il concerto, a causa di un disservizio dell’organizzazione. Infatti, nei luoghi dove lo spazio per il pubblico è poco, come l’Arco del Sacramento, l’unico modo per assistere al concerto è andare a ritirare l’invito gratuito presso il foyer del Teatro Comunale dalle 9 alle 13. Questo non solo ha tagliato fuori tutti coloro che venivano da abbastanza lontano da non poter venire la mattina e il pomeriggio a Benevento, né tantomeno passare l’intera giornata lì, ma anche tagliato fuori gli stessi cittadini beneventani, in quanto questa modalità di attribuzione dei posti non è stata minimamente pubblicizzata, se non con un avviso pubblicato sul sito la sera prima. Per un’organizzazione di un evento di questo calibro, è sembrato un disservizio da principianti; numerose sono state infatti le proteste di persone che volevano assistere al concerto e che ahimè non hanno potuto.

Alle 21.10, ora di fine del concerto, ci si dirige verso Piazza Roma, per l’atteso concerto (soprattutto dal pubblico un po’ più adulto) di Rosalino Cellammare, in arte Ron, non prima però di aver fatto una sosta ristoratrice addentando le delizie rosticciere locali. Ron si presenta praticamente puntuale alle 21.30 dinanzi alla folla, finalmente gremita, seduta su scomode sedie di plastica (i ritardatari in piedi); il cantautore ha eseguito tutti i pezzi più celebri del suo repertorio, da “Vorrei Incontrarti Fra 100 Anni” a “Piazza Grande”, suscitando entusiasmo dal parte del numeroso pubblico accorso.

Roy Paci & Aretuska

Roy Paci & Aretuska

Intanto le vie del Centro si animavano di gente, e cresceva la febbre per il momento clou della serata: il concerto di Rosario “Roy” Paci, in compagnia degli inseparabili Aretuska. In realtà a crescere era anche la febbre del trombettista siciliano, che fino a 20 minuti prima era a 39°. Sono bastate due buste di tachipirina e via sul palco come se fosse fresco come una rosa: canta, balla, suona la tromba come se stesse in perfetta forma. Un concerto spumeggiante, sicuramente valorizzato dall’ottima performance della sezione fiatistica, per un sound molto latino americano, che ha entusiasmato il fiume di persone che sono accorse. Il concerto finisce all’1.35 circa (per citare una canzone di Capossela), sotto lo sguardo soddisfatto del sindaco e dell’assessore.

live report di Franco Cappuccio

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~ di campaniarock su agosto 30, 2009.

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