Stasera il Premio Carosone: Capossela (tra gli ospiti) lo ricorda così

cover_carosone05Ottava edizione per il tributo al grande chansonnier napoletano. Capossela prepara una versione di “Torero”, speriamo che non piova. Sul palco dell’Arena Flegrea, l’omaggio voluto da Federico Vacalebre de Il Mattino, è ormai una tradizione per il settembre partenopeo. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Presentano Gianni Simioli e Maria Elena Fabi. Ospiti:  Mario Trevi, i Blue Napoli , le Sorelle Marinetti, Joe Barbieri, i Kantango, Simona Molinari,  Gennaro Cosmo Parlato, Ardone, Peluso e Massa con il Collettivo Tribe dalle 21 sul palco. Il più atteso ovviamente è Capossela, che dal suo sito ufficiale ricorda l’incontro con il maestro: “Carosone arrivò nella mia infanzia a mezzo di un registratore arancione National Panasonic. Nei viaggi dentro la nostra Renault 4 quel registratore era la festa ambulante. Le cassette erano poche e per questo si imparavano a memoria, ed erano tutte di Carosone, perciò la sua vocina che annuncia “canta napoli, napoli matrimoniale..” e la risata che seguiva erano come dei sipari su personaggi che avevo imparato a conoscere meglio quasi di quelli della saga di Paperopoli..Il torero, lo sceicco, il sarracino, la cassaforte, la sveglietta con lo ‘ndring…chella llà..il guaglione, il fungo cinese, il pianofortissimo.. la vocina accelerata da cartone animato che faceva il controcanto..
E poi il gran mito.. Carosone aveva dato vita a tutta questa foresta lussureggiante e, al culmine del successo, si era ritirato..mio padre ce lo inculcava a memoria con l’aggiunta di questo senso di perdita, che faceva ancor più appartenere Carosone ad un’epoca dorata e perduta, quella della pura gioia dell’intrattenimento. Il night, il cabaret senza le ombre del vizio.. nelle canzoni di Carosone tutto era luce, e anche le più terribili ossessioni, i mal d’amore, le gelosie, le ambizioni sfrenate si sublimavano, e diventavano un gioco. La strumentazione avvalorava questo gioco, per cui la musica di Carosone acquistava quelle stesse caratteristiche taumaturgiche e lenitive della famosa pastiglia che in una sua celebre canzone consigliava all’innamorato insonne.
E’ una pastiglia che ho sempre cercato di conservare nella mia valigetta, quella “pastiglia”, ed ora è con grande onore che la metteremo a sciogliere nel gran bicchiere da cocktail colorato del Premio Carosone.
Lo incontrai una volta il Maestro, dopo il suo concerto al Teatro Verdi di Firenze, nell’inverno del 90 e in camerino mi diede due consigli semplici che non ho mai dimenticato. Il primo è mettersi una buona maglietta asciutta dopo lo spettacolo, il secondo me lo scrisse sopra il suo immortale sorriso di una bella foto autografa che conservo gelosamente .. “caro Vinicio, non mollare mai”. Vanno entrambi insieme alla “pastiglia” e aiutano sempre”.

Per info: http://www.premiocarosone.com/

capossela

Capossela tra gli ospiti

~ di campaniarock su settembre 24, 2009.

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