I Verme~Robots presentano “Crawling In The Rush Hour”. Leggi la recensione dell’album

vermerobotsIl prossimo 10 ottobre i Verme~Robots presentano il loro album d’esordio (su etichetta I Make Records). Nati dalle ceneri dei Crawler, Antonio Senesi, Pasquale Aliberti e Francesco Tedesco, saranno sul palco del MD-Music Auditorium Jazz Club di Angri, Salerno ed inaugureranno il loro tour 2009-10.

Ecco le prime date, ed a seguire, la recensione di “Crawling In The Rush Hour”:

07-11-2009 | @ Shakti Club | Pomigliano D’Arco (NA)

30-10-2009 | @ Mamamù | Napoli

22-10-2009 | @ Doria83 | Napoli  [I make records NIGHT – guest dasAuge]

10-10-2009 | @ MD Music – Auditorium Jazz Club | Angri (SA) [Presentazione – ingresso gratuito]

08-10-2009 | @ Moshpit [RadioBaseAgro] | Pagani (SA) [Intervista in anteprima e set acustico]

C’erano una volta i Crawler, seminale crossover-metal band a metà strada tra Napoli e Salerno. Dopo due lavori, rivoluzione in casa con l’ingresso di Francesco Tedesco (dei Da’namaste, altra band underground salernitana) che si affianca ad Antonio Senesi (voce e chitarra) e Pasquale Aliberti (basso, direttamente dagli Underscore). Nuovo nome, Verme~ Robots, sound più diretto ed essenziale, avvicinamento a sonorità che virano al prog (stile Mars Volta) ma senza abbandonare la “mamma crossover-metal”.

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Il nuovo corso coincide con la neonata etichetta indie “I Make Records” che si occupa del management e della promozione. Nasce così “Crawling In The Rush Hour”, dieci brani che dimostrano la nuova strada intrapresa dai Verme~ Robots. “Psycho-City”, secondo brano dell’album, è lento con la giusta dose di chitarre, descrivendo una tormentata storia (d’amore?) tra bugie, falsità e sofferenze. “The Animal” è ossessiva, come i videoclip dei Tool (l’artwork dell’album sembra ispirarsi anche a loro), “New Skin” sottolinea il buon lavoro fatto in fase di produzione, “Frenetic Quite” è una corsa verso l’abisso, con la doppia voce che riporta ai Linea 77.

“Just Let Me Scream Like burning inside my mind” invocano in “Emotive”: ancora amore nero, tormentato e convulso. In “Change” è la voce sensuale di Teresa Tedesco che avvicina la band a dei Lacuna Coil meno dark. Chitarra e melodie, grawl e hardcore: “Crawling In The Rush Hour” mette a fuoco una provincia assetata di rock, di “sensazioni forti”. Aspettiamo anche un album in italiano.
Luigi Ferraro

il sito dei VermeRobots

il sito della I Make Records

~ di campaniarock su settembre 30, 2009.

3 Risposte to “I Verme~Robots presentano “Crawling In The Rush Hour”. Leggi la recensione dell’album”

  1. Bella .. non vedo l’ora di ascoltarvi dal vivo🙂

  2. […] CAMPANIA ROCK >>> LEGGI […]

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